NUT, per il controllo dei “gruppi”


Un progetto a “sorgente aperto” per gestire da remoto i gruppi di continuità UPS.

Articolo pubblicato sulle pagine del Linux Journal edizione italiana novembre 2003.

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Redmine


Se avete bisogno di gestire progetti con un sistema semplice veloce e open source Redmine è la soluzione giusta! Alcuni mesi fa ho provato un sacco di applicazioni per la gestione dei progetti con particolare attenzione alle funzionalità di gestione del bugtracking. Trac è senza dubbio quello che ha attirato di più la mia attenzione: è stabile, efficiente, largamente adottato e sono disponibili numerosissimi plugin. Redmine ha qualcosa in più:

  • gestione multiprogetto con la possibilità di creare sottoprogetti
  • supporta subversion, CVS, Mercurial e GIT
  • permette di gestire workflow e conteggio del tempo speso per ogni progetto
  • il tutto viene farcito dall’immancabile grafico di Gannt

 


Si avvicina moltissimo a JIRA, che è a pagamento e ha una migliore interfaccia grafica. Redmine è scritto completamente in Ruby, richiede pochissime risorse, supporta numerosi database, è altamente configurabile.

(sup)postilla su Python e Ruby

In realtà ruby e python sono talmente diversi da essere identici. Ruby e python sono simili soprattutto nello spirito. Entrambi infatti sono “semplici”, “pragmatici”, permettono di programmare ad oggetti o procedurale (ed anche funzionale), sono molto compatti, hanno una vastissima libreria.

Thunderbird e funzionalità avanzate del client di posta elettronica


La posta elettronica oggi ha assunto una notervole importanza all’interno degli uffici soppiantando il tradizionale fax.
I vantaggi della posta elettronica sono sicuramente l’economicità e l’immediatezza (ad esempio oggi è possibile leggere le mail anche sui cellulari Blackberry, Symbian e Windows Mobile).
Di programmi che permettono di leggere in assoluta comodità la posta elettronica ne esistono diversi: da quelli a pagamento come Microsoft Outlook (compreso nella suite Microsoft Office) a quelli storici come Eudora.
Una menzione speciale merita Thunderbird. E’ un client disponibile per diverse piattaforme molto flessibile (ad esempio importa configurazioni e rubrica da Outlook Express) che si può “accessoriare” con vari plugin scaricabili dal sito https://addons.mozilla.org/it/thunderbird/featured
E’ possibile, ad esempio, aggiungere dizionari per il controllo ortografico delle mail in diverse lingue (https://addons.mozilla.org/it/thunderbird/language-tools/), crittografare le mail (https://addons.mozilla.org/it/thunderbird/addon/71/), cambiare tema -skin- al programma (https://addons.mozilla.org/it/thunderbird/themes/).
Una funzionalità comoda all’interno di un ufficio in cui tutti gli utenti stampano su una unica stampante e quella di fare stampare il nome della “identità principale” dell’utente che utilizza il programma nella parte superiore della pagina (cosa che già Outlook Express e Outlook fanno). Questa funzionalità può essere aggiunta grazie ad un plugin chiamato “Printing tools” che può essere scaricato da questa pagina: http://www.extenzilla.org/scheda_estensione.php?id=435

Professionalità: una questione aperta


Ciclicamente nascono nuove “reti” di informatici professionisti e inevitabilmente si torna a parlare del valore della professionalità. Qualcuna di queste “reti” esiste già da qualche tempo… e ha già prodotto una sorta di “prezziario”.

Il problema rimane il solito: quantificare il livello professionale troppo spesso imprecisabile di molti di coloro che si definiscono o sono definiti “informatici professionisti”.

L’attività di informatico ha, infatti, attirato troppo di frequente persone di varia formazione (semplici diplomati, laureati in psicologia, economia, ingegneria, lettere, giurisprudenza … e chi più ne ha più ne metta) che per sbarcare il lunario, pur senza una specifica preparazione, si sono messe a lavorare alla bell’e meglio improvvisando cosa fare e cosa dire, quasi che l’informatica fosse qualcosa di assolutamente nuovo e per questo da inventare.

L’informatica è invece una disciplina scientifica sviluppata e diffusa da decenni soprattutto all’estero (in Nord America in particolare) che ha accumulato un bagaglio di nozioni, tecnologie e metodologie che un professionista vero dovrebbe conoscere assolutamente. Quindi non basta saper “installare Windows” o fare “stampa unione” tra Word e Access, per definirsi esperti informatici.

Dice Frankl: “La massa non sopporta la singolarità”.

Intende dire che se si considera un uomo solo come un tipo, ci si può esimere dal considerarlo prima un singolo; e ciò è innegabilmente molto comodo.

Altrettanto comodo per esempio è giudicare un motore tenendo solo conto della marca di fabbrica o del modello del tipo di “costruzione”. Chi viaggia con un’auto di una certa marca o utilizza un certo computer sa bene che cosa si può aspettare circa il rendimento di tali strumenti.

Anche per giudicare un cane ci si può affidare ai canoni della razza a cui appartiene. Tutti comprendono che un barboncino ha doti diverse da un cane pastore tedesco. Per l’uomo le cose sono diverse. Non può essere ridotto ad un tipo, non può essere, secondo me, “calcolato”, “classificato” a priori.

Ecco perché non credo nei tariffari per questa professione nè credo si possa e si debba procedere alla “separazione” in classi e sotto gruppi, in base al tipo di studi che si sono fatti. Ci si dovrebbe vendere sul mercato come “mano d’opera specializzata”, perché è questo quello che siamo, niente di più e niente di meno del ragioniere contabile o della commessa del negozio, dell’idraulico o del meccanico. Perché è questo quello che il mercato chiede, non ministri dell’economia o stilisti, non scienziati o costruttori di automobili.

È il ragionamento che già fanno da almeno dieci anni a questa parte all’estero: dove badano alla sostanza e non ai “blasoni nobiliari”.

Se proprio intendiamo realizzare un “prezzario”, spero soltanto di non leggere assurdità come quelle di un documento uscito alcuni anni fa, secondo il quale il compenso mensile di un addetto al data entry sarebbe di 280 euro al giorno…

“A quale prezzo devo rivendere i miei servizi a un’azienda perché la mia vita lavorativa sia in equilibrio con il costo del lavoro, i diritti e le prestazioni di un lavoratore medio che opera sul mercato?” Dario Banfi prova a rispondere con questo foglio di calcolo elettronico realizzato per individuare il costo orario di una consulenza.

Rem tene, verba sequentur


“I migliori consulenti che ho conosciuto sono molto esperti nel far uscire le informazioni già dagli incontri preliminari, e profondono molte energie, nella fase che precede i primi incontri, per accumulare più informazioni possibili sul cliente, la sua struttura ed il mercato di riferimento. Se vi pare una task inutile posso garantire che, nella mia esperienza, più preparato arrivi agli incontri preliminari, più “conosci la materia” (rem tene), il prodotto o servizio, il processo ed il contesto nel quale si svolge, maggiore sarà la percezione di valore che riuscirete a generare con le Vostre proposte (verba sequentur), ed in conseguenza di ciò, tutte le fasi successive vi vedranno in una posizione migliore per imporre con successo le convinzioni procedurali frutto dell’applicazione delle vostro competenze.”

È un brano di un post molto interessante scritto da Angelo Pallanca per il portale dei consulenti ICT (www.consulenti-ict.it) che consiglio di leggere per intero.