Foundations of Agile Python Development


Pur non essendo un programmatore professionista ho scritto un certo numero di righe di codice. Se mi dovessero chiedere qual’è il mio linguaggio di programmazione preferito risponderei Python.

È semplice ed immediato ed offre al programmatore la possibilità di rendere le cose più complesse, robuste e strutturate affidandosi alla programmazione ad oggetti e ai pattern.

Se siete innamorati del linguaggio Python questo manuale fa per voi. Applicando i numerosi suggerimenti sulla “programmazione agile”, incrementerete la vostra produttività.

“Foundations of Agile Python Development” è il primo libro che leggo sulla programmazione agile. L’autore, Jeff Younker, è quello che si direbbe “un guru” nella comunità dei pitonisti agili.

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Into The Boxes


Scambiando gli auguri con Harlan Carvey ho appreso di “Into The Boxes”, una rivista elettronica dedicata alla “Digital Forensics and Incident Response”. L’obiettivo di questa rivista non è quello di sostituirsi alle altre riviste del settore, sia cartacee che digitali, né di entrare in competizione con le competenti comunità di esperti (come la nostra CFI, ad esempio).

La rivista intende essere facilmente fruibile, anche dai non addetti ai lavori e offrire strumenti facili da usare. Ovviamente è aperta al contributo di tutti coloro che vorranno pubblicare i loro lavori e condividere le loro esperienze.

La prima edizione della rivista è prevista per il mese di gennaio 2010. Restate aggiornati:

intotheboxes.wordpress.com

Ruling the Root: Internet Governance and the Taming of Cyberspace, by Milton L. Mueller


Ruling the Root: Internet Governance and the Taming of Cyberspace , by Milton L. Mueller, ISBN 0-262-13412-8, The MIT Press, 2002. Il libro copre gli aspetti della gestione dei nomi di dominio e dell’indirizzamento IP. Il secondo argomento è poco approfondito a discapito delle argomentazioni sulla tecnologia che sta alla base di Internet, alla storia e alla politica di gestione di questa rete. Milton Mueller si sofferma parecchio sugli aspetti economici della politica di gestione di Internet e sui problemi dell’assegnazione di nomi di dominio e indirizzi IP. Una lettura soporifera, consigliata a chi ha difficoltà a prendere sonno.

Patterns in Network Architecture: A Return to Fundamentals, by John Day


John Day is a well-known scholar of historical cartography, and this book, in a way, is a roadmap of network architecture. The roadmap starts back in 1970, tracing from the roots of connectionless packet-switched dynamically routed systems such as Cyclades, and the ARPANET, through to recent discussions on multihoming, multicast, and mobility, with a view along the way of naming, addressing, protocol stack design, protocol design, and concepts of layering.

Patterns in Network Architecture: A Return to Fundamentals, by John Day, ISBN-10: 0132252422, ISBN-13: 9780132252423, Prentice Hall, 2007.

L’estinzione dei tecnosauri


Più riguardo a L' estinzione dei tecnosauri

“Tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, scriveva Tolstoij in Anna Karenina per sostenere che, se il successo segue sempre strade simili, la disperazione e il fallimento sono giustificabili da cause molto diverse.


L’idea alla base del libro è che lo stesso principio si possa usare anche per giudicare i tecnosauri, neologismo coniato per descrivere quegli artefatti che giacciono dimenticati nel ripostiglio delle cianfrusaglie e dei ricordi. Con loro giacciono anche una serie di retroscena affascinanti, come quelli che costrinsero il fax all’anonimato per cento anni prima di arrivare in tutte le case e gli uffici negli anni Ottanta del secolo scorso. Dietro la facciata di banali fallimenti si nascondono una serie di aspetti fondamentali per capire come la società si rapporti all’innovazione tecnologica. Quale spazio, allora, per i tecnosauri, moderni fossili rifiutati dal pubblico? Secondo lo stereotipo diffuso, quelli che non ce l’hanno fatta sono considerati ostacoli al progresso lineare, segni di evidente inadeguatezza strutturale al mercato. La tesi del libro è che, invece, studiare gli artefatti dimenticati significhi comprendere come dietro l’accettazione di una tecnologia siano nascoste molteplici variabili, e che, in realtà nessuno sappia quali fra queste contino maggiormente.